lunedì 30 giugno 2014

Il feto è un uomo, creatura intellettuale, distinto dalla madre.

Ci sono medici non cristiani o atei che, dopo lunga esperienza, hanno confessato che la dottrina cattolica è il metodo per risparmiare più madri. Chi ha lo sguardo largo, vedrà sempre verificate le parole di Cicerone: "nessuna cosa è utile, se non è secondo la morale; non perchè ciò che è utile è morale; ma perchè ciò che è morale è anchè utile" (Ethica, c. 30).
E' errore dire che la Chiesa insegna che la vita del bambino ha la precedenza ed è più preziosa che la vita della madre. La Chiesa insegna che i due sono uguali, e che perciò non è permesso uccidere uno per salvare l'altro. 
Chiunque procura direttamente l'aborto, anche se sia la stessa madre. se l'atto ha avuto il suo effetto, incorre nella scomunica, la cui assoluzione è riservata al Vescovo (can. 2350 § 1). Per quanto non sia, strettamente parlando, una pena, è bene notare che l'aborto produce, nelle stesse condizioni, l'irregolarità per delitto (can. 985 n. 4). 

L'aborto diretto è un peccato grave e un atto intrinsecamente cattivo. Prove: E' un caso speciale di omicidio: dunque proibito dal quinto precetto. La tradizione e la dottrina della Chiesa lo condannano. Il feto è un uomo, creatura intellettuale, distinto dalla madre. E' dunque soggetto di diritti naturali e perciò ha il diritto alla vita. Chi espelle il feto dall'utero, lo priva della condizione necessaria per la vita.

Nei secoli I e II, l'aborto era diventato un flagello sociale. Gli scrittori cristiani Atenagora (Leg. pro Christianis, 35), Tertulliano (Apologeticum, 9), condannavano ogni aborto, come proibito dal precetto divino: "non ammazzare".